Internet, Google e le ricerche: Un possibile scenario futuro
07 2010
Partiamo questa breve analisi, valutando alcuni dati:
- I motori di ricerca hanno oggi indicizzate tra le 15 e le 60 miliardi di pagine web (http://www.worldwidewebsize.com/)
- I posti nella prima pagina sono di default 10 e circa il 60% degli utenti si sofferma su questi risultati
- La figura del SEO (colui che si occupa di curare il posizionamento sui motori di ricerca di un sito web), è sempre più una figura professionale ben definita e qualificata, di conseguenza molto spesso, in particolare su parole chiave ad alta concorrenza, troviamo ai primi risultati siti web spam o poco interessanti (pensiamo ai comparatori, ai siti che aderiscono a campagne di affiliazione e che quindi guadagnano soprattutto in relazione a un buon posizionamento).
Si consideri inoltre che questa figura professionale non è mai andata del tutto a genio ai motori di ricerca, in quanto altera di fatto l’importanza che un sito web otterrebbe normalmente sulla rete.
- L’algoritmo “meccanico” dei motori di ricerca, spesso non riesce a riconoscere chiaramente un sito spam da un sito di qualità; ne consegue che molte serp siano un vero e proprio calderone vagamente attinente a ciò che si è veramente ricercato. Il controllo umano che Google compie, attualmente influisce su una percentuale minima di tali serp.
Tutti sappiamo che oggi Google e i motori di ricerca in generale, attribuiscono ranking a un sito in base a molti fattori primo su tutti al numero di link qualitativi che puntano al sito stesso.
Questa caratteristica racchiude una politica di carattere comunitario, in quanto non è il motore di ricerca in sè che stabilisce il valore di un sito, ma piuttosto il motore di ricerca analizza il successo che un sito web ha sulla rete (comunità di utenti).
Il mio presentimento è che in futuro l’opinione degli utenti godrà sempre più di un maggior peso rispetto a ciò che gli spider riescono a dedurre analizzando un sito web.
Si consideri uno scenario in cui non più lo spider analizza un sito e gli attribuisce rank, ma in cui ogni utente riesca in qualche modo ad attribuire un determinato rank ad un sito web.
Un sistema del genere esiste già da molti anni per valutare prodotti e servizi delle aziende (si pensi ai comparatori di prezzo tipo Kelkoo e Ciao, o a Trip Advisor che raccoglie le valutazioni su alberghi e attrazioni turistiche).
Importare un modello del genere per la valutazione dei siti web non è più un utopia oggi.
Google, Yahoo e Live (Bing), insieme, hanno un enorme fetta degli internauti che oggi navigano il web registrati tramite un loro account (principalmente per usufruire dei rispettivi servizi di posta).
Questo, oltre a permettere di salvare le ricerche di ogni utente, potrebbe aprire lo scenario per un web valutato direttamente dai suoi utenti, con un sistema di rating simile a quello utilizzato ad esempio da Youtube.
Grazie a tecnologie quali javascript, non sarebbe affatto complicato inserire un miniscript che faccia comparire una semplice barra in cima alla pagina, dove siano presente le famose cinque stelle per poter votare un sito.
La legge dei grandi numeri poi farebbe il resto, secondo un modello già funzionale come i Wiki, premiando alla lunga i siti migliori e penalizzando lo spam.





beh certo il peso degli utenti si fa sentire di più ultimamente, non a caso le ricerche danno tra i risultati principali, ove presenti, contenuti dei propri amici o delle cerchie dei social. Il SEO resta tuttavia importante.